

119. Cause e conseguenze della guerra fredda Da: E. Collotti e
altri, La storia contemporanea attraverso i documenti, Zanichelli,
Bologna, 1974.

Secondo un'interpretazione storiografica ampiamente diffusa, la
guerra fredda non fu solo la ripresa delle ostilit tra paesi
occidentali e Unione Sovietica, iniziata a partire dal 1917 e
interrotta dalla necessit di fare fronte comune contro il
nazismo, ma fu anche determinata dalle iniziative statunitensi
miranti ad arginare l'accresciuto peso dell'URSS nella politica
mondiale e l'avanzata dei partiti comunisti dell'Europa
occidentale. Concorda con questa tesi Enzo Collotti, che nel
seguente passo ricorda quali furono le principali conseguenze,
all'interno degli stati e nelle relazioni internazionali, della
contrapposizione tra i due blocchi.


Le brecce che si aprirono ancor prima della conclusione del
conflitto nelle alleanze del tempo di guerra non erano che le
avvisaglie degli sviluppi - conflitto tra Stati Uniti e Unione
Sovietica, tra blocco occidentale e blocco orientale - che dopo il
1945 si sarebbero comunemente chiamati guerra fredda. Ma quando
 cominciata veramente la guerra fredda? Se le motivazioni
immediate delle sue manifestazioni vanno ricercate nei problemi di
equilibrio sorti dopo la seconda guerra mondiale, si  fatta
consapevolmente o inconsapevolmente strada l'intuizione che gli
eventi posteriori al 1945 altro non furono che la ripresa nei
rapporti tra gli occidentali e la Russia sovietica di una vecchia
tradizione di ostilit rispetto alla quale l'alleanza del tempo di
guerra non aveva costituito che una parentesi. Soprattutto gli
storici americani dell'ultimo decennio hanno messo in luce la
tendenza a fissare le lontane origini di quel complesso politico e
psicologico che si  tradotto nella guerra fredda nella politica
di intervento contro la rivoluzione bolscevica e di cordone
sanitario intorno all'URSS praticata dalle potenze occidentali sin
dal 1917.
L'antagonismo tra Stati Uniti e Unione Sovietica consente di
stabilire cos uno dei fili conduttori delle vicende posteriori al
1945. Non si devono tuttavia trascurare rispetto alla pi lontana
tradizione di conflitto tra i due mondi gli elementi
qualitativamente nuovi emersi nell'equilibrio post 1945. E primi
fra essi l'accresciuto peso dell'Unione Sovietica nella politica
mondiale in conseguenza della vittoriosa guerra contro il
nazifascismo, importante non solo di per s ma per le conseguenze
che ebbe nell'attirare nell'orbita dell'influenza sovietica tutta
l'Europa orientale, con le trasformazioni politiche e sociali ivi
avviate. E ancora in conseguenza della stessa circostanza va
ricordata la crescita dei partiti comunisti dell'Europa
occidentale attraverso fra l'altro l'esperienza della Resistenza.
Non a caso perci le iniziative statunitensi miranti ad arginare
l'influenza sovietica si volsero anche a colpire l'espansione del
movimento comunista. La dottrina di Truman fu esplicita al
riguardo nel caso della Grecia e della Turchia, ma implicava la
possibilit di interventi analoghi in qualsiasi altra parte del
mondo; l'esclusione dei comunisti dai governi di Francia e
d'Italia fu un'altra delle iniziative miranti a garantire
l'allineamento alla politica americana e la salvaguardia
dell'ordine sociale fondato sulla propriet privata e sulla libera
iniziativa. Il conflitto, assumendo cos precisi connotati
ideologici, non passava pi soltanto attraverso schieramenti
internazionali contrapposti ma anche all'interno delle singole
societ nazionali. L'irrigidimento dei blocchi comport di
conseguenza quella disciplina di blocco al loro interno che si
espresse nello stalinismo e nello zdanovismo, da una parte, e
nello spirito di crociata e nel maccarthismo, nella caccia alle
streghe, nell'anticomunismo viscerale, dall'altra.  .
Un altro aspetto tutt'altro che secondario del carattere
qualitativamente nuovo del conflitto fu rappresentato dalla corsa
agli armamenti, al cui sbocco si profilavano ora, nell'era
atomica, l'equilibrio del terrore o la catastrofe di una terza
guerra mondiale sterminatrice. Quanto fosse avvertita dai popoli
la gravit di questa minaccia  confermato dal fatto che uno dei
pi possenti movimenti di massa sviluppato dappertutto nel mondo
negli anni Cinquanta fu appunto quello contro la morte atomica.
Paradossalmente, a questa corsa verso la guerra pose un freno solo
il raggiungimento della parit atomica da parte dell'URSS (a
partire dal 1949). Una componente fondamentale dell'antagonismo
tra i blocchi rimase comunque l'organizzazione di due veri e
propri schieramenti militari contrapposti, il Patto atlantico e, a
distanza di qualche anno, il Patto di Varsavia, con le relative
ripercussioni di carattere psicologico all'interno dei paesi che
ne facevano rispettivamente parte. Significativo fu comunque il
fatto che il Patto atlantico non era che il primo anello della
catena di patti predisposti dagli Stati Uniti per la creazione di
basi militari senza soluzione di continuit dall'Oceano Atlantico
al Pacifico, attraverso il Mediterraneo, il Medio Oriente e l'Asia
sud-orientale (patti della CENTO, Central Treaty Organization, e
della SEATO, South East Asia Treaty Organization). La guerra
fredda ebbe certamente il primo (cronologicamente) ed uno dei
suoi principali epicentri in Europa, e in questo ambito ebbe nella
questione e nella divisione della Germania una delle sue
proiezioni pi particolari; ma essa ebbe anche, e non secondaria,
una sua dimensione asiatica. Questa, anzi, nell'ottica della
politica americana dopo Roosevelt, fu una componente essenziale
del conflitto con l'URSS per il controllo dell'Estremo Oriente, ma
soprattutto del tentativo di combattere l'espansione del comunismo
in Asia dopo la vittoria della rivoluzione in Cina.
L'intransigenza antisovietica, anticomunista e anticinese della
politica statunitense, principalmente sotto la gestione di J.
Foster Dulles, resterebbe tuttavia incomprensibile se non si
ricordasse che la vera posta in gioco era da parte dei due blocchi
il controllo e l'acquisizione alla propria causa dei paesi ex
coloniali o in via di emancipazione dal vecchio dominio coloniale.
In questa lotta il blocco occidentale dispieg ogni sforzo per
conservare le vecchie posizioni attraverso le pratiche del
neocolonialismo, la forma che assumeva ora l'imperialismo
nell'epoca del tramonto del dominio coloniale diretto, come sar
evidenziato soprattutto attraverso la documentazione relativa
all'America latina ma valida, lo dir appunto Guevara, per il
mondo intero. .
E tra le conseguenze della guerra fredda c'era anche la
frustrazione delle speranze che avevano nutrito durante il
conflitto mondiale i popoli in lotta contro il nazifascismo e il
militarismo giapponese in un nuovo e diverso avvenire della
comunit internazionale, non pi affidato alla tutela delle grandi
potenze ma direttamente derivante dalla volont dei popoli. In
Europa l'aspirazione a forme comunitarie e federalistiche fu ben
presto superata dalla opzione a favore dell'alleanza atlantica,
che privilegiava il momento militare sulle aspirazioni politiche e
sacrificava al primato statunitense l'autonomia del vecchio
continente. Su scala mondiale la guerra fredda signific il
rapido esautoramento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che,
ripetendo l'esperienza compiuta dalla Societ delle Nazioni tra le
due guerre mondiali, si ridusse a semplice strumento o appendice
nel gioco e negli scontri tra le maggiori potenze, senza potere
esprimere un suo ruolo realmente autonomo nella gestione degli
affari internazionali. Soltanto l'allargamento della cerchia dei
paesi di nuova indipendenza avrebbe restituito all'ONU nel corso
degli anni una parte almeno degli attributi di universalit che
erano tra le sue istanze originarie e della sua funzione, se non
di mediazione, quanto meno di tribuna non solo delle grandi
potenze ma anche degli Stati minori.
